Nessuno mi ha spiegato cosa fosse Tumblr.
Nessuno mi ha detto come si doveva usare. Ho iniziato da me, a volte ho temuto di essere una ladra perchè credevo che “rebloggare” fosse come rubare, ma non potevo farci nulla: certe frasi, alcune citazioni, molte parole erano le mie, dette con altre voci, ma erano mie.
Qualcuno di voi mi ha detto poi che Tumblr è come un nido, altri che è meglio che andare dallo psicologo.
Ho scoperto che la notte, mentre non dormo e cerco di mettere ordine ai miei infiniti pensieri, quando ho difficoltà a sopportare il dolore che mi impedisce spesso persino di respirare, qui c’è già qualcuno che ha postato la mia anima, un attimo prima che io stessa abbia il avuto coraggio di farlo.
Ho capito allora che questo è un luogo dove approdano i sognatori, che vengono altrove chiamati coglioni, i guerrieri, che lottano contro una vita che non va come dovrebbe, gli ostinati nell’amare chi non lo merita - non perchè patologicamente afflitti da chissà quale complesso - ma solo perchè siamo così e non ci possiamo fare nulla. Estranei al mondo, qui siamo a casa. Perennemente giudicati altrove, qui mai.
Liberi di pensare, liberi di dire, liberi di essere.
Ho capito che Tumblr siamo noi. Ho capito che Tumblr sono… io.
Uno di quelli lunghi.
Quelli che ti fanno dimenticare il posto da cui vieni.
Quelli che ti fanno pensare ”infondo sto pianeta non è poi tanto male”.
Quelli che ti regalano bellissimi tramonti.
Quelli in auto.
Quelli in cui la musica supera il volume dei pensieri.
Quelli che ti fanno vedere le luci più belle.
Quelli delle notti indimenticabili.
Quelli che ti fanno amare.
Ho bisogno di un viaggio.
Uno che mi faccia scoprire me stesso/a.
Ho bisogno di un viaggio.
Io e il mondo.
Nessuno tranne chi ha un motivo valido per scottarsi.
